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Cup e servizi amministrativi Lazio, la Regione “dimentica” gli accordi sui cambi d’appalto. Cgil Cisl Uil: “Caldo d’agosto o vuoto di memoria? Sui livelli occupazionali e salariali dei lavoratori daremo battaglia”giovedì 9 agosto 2018

Cup e servizi amministrativi Lazio, la Regione “dimentica” gli accordi sui cambi d’appalto. Cgil Cisl Uil: “Caldo d’agosto o vuoto di memoria? Sui livelli occupazionali e salariali dei lavoratori daremo battaglia”

“Che sia il caldo d’agosto o un vuoto di memoria, siamo pronti a far passare l’amnesia al presidente Zingaretti e alla Regione Lazio: sui livelli occupazionali e salariali nei cambi d’appalto dei Cup e dei servizi amministrativi daremo battaglia. Gli accordi vanno rispettati”.

Così le segreterie regionali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio, Uil Fpl Roma e Lazio, Filcams Cgil Roma e Lazio e Fisascat Cisl Lazio – dopo che si sono conclusi con un nulla di fatto gli incontri di lunedì scorso e di oggi con i raggruppamenti temporanei di impresa per i cambi appalto relativi ai servizi Cup delle Asl Roma 1 e Roma 2, dove i vincitori delle gare hanno comunicato alle organizzazioni sindacali di non avere le risorse necessarie per riconoscere la totalità degli elementi retributivi ai lavoratori.

“Dopo un primo accordo, all’Azienda Sant’Andrea, che è sembrato un apripista positivo del percorso si è completamente invertita la rotta. La Regione Lazio deve mantenere gli impegni presi e smetterla di nascondersi”, attaccano i sindacati. “Nonostante le nostre reiterate richieste d’incontro non siamo ancora stati convocati. E non c’è nemmeno l’ombra delle risorse aggiuntive promesse, necessarie a garantire occupazione e salari”.

“Nessun lavoratore delle cooperative e delle imprese che gestiscono i servizi deve essere lasciato a casa, né perdere un euro di retribuzione anche quando cambia l’affidamento. Così come stabilito di comune accordo tra Regione e sindacati”, rimarcano le sigle di categoria. “Si tratta di servizi primari per i cittadini e di 2.000 famiglie che hanno diritto a certezze e tutele. E’ un principio minimo di dignità. Tanto più che stiamo parlando di lavoratori con paghe già modeste”.

“Se l’obiettivo della Regione è far cassa sulla pelle delle persone, infischiandosene dei patti già firmati, sappia che non arretreremo”, concludono i sindacati. “Ci mobiliteremo con tutte le iniziative di protesta necessarie. A partire dall’interessamento della politica e dei gruppi consiliari. Ma siamo pronti anche a manifestazioni di piazza e a proclamare lo sciopero di tutto il personale dei Cup e dei servizi amministrativi del Lazio”.  



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