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Smart working: gli accordi in LazioCrea e Zètema. I primi in Italia per Federculture, da settembre la fase sperimentalegiovedģ 2 agosto 2018

Smart working: gli accordi in LazioCrea e Zčtema. I primi in Italia per Federculture, da settembre la fase sperimentale

Siglati, rispettivamente il 19 e 24 luglio, gli accordi per l’introduzione dello Smart Working nelle due più grandi aziende della cultura del Lazio, LazioCrea e Zètema.

Si tratta dei primi accordi in Italia per aziende che applicano il contratto Federculture, nel cui rinnovo è stato introdotta proprio la previsione del lavoro agile ai fini della conciliazione dei tempi di vita e lavoro, introducendo una maggiore flessibilità nella scelta dell’orario e del luogo in cui lavorare (art. 19).

Si tratta di una modalità innovativa, resa possibile dalle nuove tecnologie, che supera le rigidità del telelavoro, fondata su due principi fondamentali: privilegiare il risultato e svincolare l’obiettivo dalla presenza in ufficio, con modalità organizzative flessibili e fondate su un rapporto fiduciario tra lavoratore e direttore/responsabile.

I dati per le aziende private che già lo attuano dimostrano una maggiore responsabilizzazione dei lavoratori e un aumento della produttività, a fronte di un risparmio per l’azienda, su alcune voci di spesa come gli straordinari.

Mentre per Zètema le modalità attuative saranno meglio regolamentate a settembre, in LazioCrea si definiscono già i primi step procedurali per l’attivazione della fase sperimentale, che durerà sei mesi.

Per entrambi è previsto l’avvio a partire da settembre: al termine della sperimentazione sarà possibile valutare l’efficacia , correggendo e integrando l’accordo per meglio regolamentare lo strumento e ampliare la platea dei dipendenti interessati, facendo crescere la percentuale individuata in questa fase (2% dei lavoratori per LazioCrea, 3% in Zètema).

LazioCrea

Nell’accordo vengono individuati i criteri generali, le modalità di richiesta e i requisiti da privilegiare per l’attribuzione del lavoro agile, dalla distanza del percorso casa-lavoro alla disabilità, alle necessità di assistenza a figli e familiari, meglio specificando le casistiche individuate dalla legge 81/17.

Per accedere sarà necessario un accordo individuale (con recesso da entrambe le parti con preavviso di 30 giorni) tra amministrazione e lavoratore, che potrà articolare liberamente il proprio orario di lavoro, in base alla tipologia di contratto (part-time/full-time), in una fascia oraria dalle 7.30 alle 22.00.

Disciplinati i reciproci obblighi di tutela di salute e sicurezza e rispetto della privacy, dalla garanzia degli strumenti affidati dall’azienda allo scrupolo del lavoratore nella scelta del luogo di lavoro, per evitare l’esposizione a rischi.

Essendo una disciplina relativamente recente, potrebbero mancare riferimenti normativi specifici in termini di sicurezza e infortuni: qualora l’Inail dovesse contestare l’eventuale infortunio, l’Azienda si impegna a garantire il risarcimento attraverso una propria copertura assicurativa.


Si tratta di accordi apripista nel comparto Federculture per tutta Italia, e un esempio da seguire per importare anche nella Pubblica Amministrazione modelli di organizzazione flessibili e orientati al risultato, a vantaggio sia dei lavoratori che del raggiungimento delle performance.



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