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lunedì 23 luglio 2018

Tirocinanti giustizia: l'audizione del 19 luglio in Regione Lazio

Il 19 luglio, dopo una serie di richieste di incontro, si è svolta l'audizione presso la commissione lavoro della Regione Lazio per:

  • ottenere  garanzie sulla prosecuzione del tirocinio formativo fino al 31 /12 /2018, con la richiesta di aumento del rimborso spese percipito;
  • e per poter concretizzare una soluzione diversa per l'impiego dei tirocinanti del bacino del Lazio, per l'anno 2019.

Le informazioni invece che abbiamo avuto hanno disperso le speranze e le aspettative che avevamo riposto in questa nuova consiliatura della Regione.

Erano presenti al tavolo: la Presidente della commissione Eleonora Mattia, l'Assessore al lavoro Claudio Di Berardino e la Dott.ssa Maria Antonietta Carbone; i consiglieri Marta Bonafoni (lista Zingaretti) Marco Cacciatore ( Movimento 5 Stelle) Pasquale Ciacciarelli (forza italia ), un gruppo di tirocinanti che rappresentava i diversi territori del Lazio, la FP Cgil, Fp Cisl e UilPa.

Durante l'audizione abbiamo appreso che le risorse individuate nel bilancio, per la prosecuzione del progetto regionale, pari a €250.000, non potranno essere impiegate per la proroga del tirocinio formativo fino al 31/12/2018; c'è stato riferito, infatti, che è in corso un’inchiesta attivata dalla Commissione Europea,  già da febbraio 2018, ma comunicata alla Regione Lazio il 5 luglio scorso.

L'inchiesta nasce a seguito di un'interrogazione fatta dall'On.le  Ferrara, parlamentare europea,  relativa ai tirocini reiterati negli anni, presso gli uffici giudiziari, promossi dalla regione Lazio, attraverso ripetute proroghe, sistema che contrasta con le norme vigenti, che invece ne  fissano il limite a 12 mesi.

Dopo un giro di interventi, abbiamo chiesto, all'assessorato al lavoro e ai Consiglieri presenti, di individuare una soluzione, un’alternativa percorribile,  per non lasciare senza alcuna prospettiva economica (neanche i €400, previsti quale indennità del progetto regionale), e futura, per i circa 130 lavoratori fino ad oggi impegnati nel progetto regionale; la Cgil ha avanzato una serie di ipotesi e proposte:

  1. modificare il progetto escludendo il termine formazione o tirocinio per l'impiego dei lavoratori finalizzato a fronteggiare le emergenze negli uffici giudiziari;
  2. poter impiegare i lavoratori per altro genere di progetti nelle amministrazioni che gestiscono servizi relativi, al “verde pubblico” o alla “valorizzazione dei beni culturali archeologici e ambientali” diffusi sul territorio del Lazio, anche con contratti di lavoro in somministrazione o a tempo determinato a orario ridotto, tali da giustificare l'esiguità delle risorse stanziate per il progetto formativo;
  3. provare a concludere,  nonostante l'inchiesta,  il ciclo di formazione con l'impegno di non reiterarlo per l'anno 2019,  cercando di individuare già da subito soluzioni VERE e più costruttive che abbiano un profilo diverso dal tirocinio e che abbiano l'obiettivo di contrattualizzare i lavoratori coinvolti
  4. i tirocinanti ormai formati possono definirsi "operatori amministrativi " a tutti gli effetti e possono essere utilizzati come una sorta di “task force” per intervenire sui servizi offerti dalla regione o dove si registrano urgenti interventi improcrastinabili;  per offrire servizi all'utenza in modo continuativo; questo a beneficio del "sistema regione", così da limitare sia gli effetti di una cronica e progressiva diminuzione di personale,  sia per far fronte alle tante problematiche che penalizzano l'utenza e i cittadini di Roma e del Lazio;
  5. Prevedere, attraverso il Ministero della Giustizia, un progetto che coinvolga le stesse regioni e che sia finalizzato all'efficentamento degli uffici giudiziari di tutto il territorio nazionale, così da dare una prospettiva occupazionale al bacino dei tirocinanti, coinvolti nel progetto regionale; se l'obiettivo del Governo e del suo Ministro è quello di migliorare il servizio della Giustizia, (atto ineludibile per favorire  investimenti e rilanciare il sistema produttivo nel nostro paese) i tirocinanti formati in questi anni devono rappresentare gli strumenti con cui attuare tale miglioramento. Infatti la legge 7 agosto 1990 n 241 prevede che e Amministrazioni pubbliche “possono sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interessa comune”.

L'assessore al lavoro si è assunto l'impegno e l'onere di vagliare le proposte e di individuare una possibile soluzione per l'utilizzo dei €250000 destinati  ai tirocinanti della Giustizia.

Chiaramente la nostra battaglia non può concludersi così.

Alla politica nazionale, e a quella regionale, dobbiamo chiedere una soluzione entro settembre prossimo; pretendere dai responsabili politici e amministrativi della Regione, che non venga  disperso un patrimonio di conoscenze e di competenze su cui si è investito negli anni.

È  colpevole la politica quando non opera nella costruzione di percorsi che abbiano una soluzione stabile e strutturata.

Sia per lavoratori impegnati nei progetti regionali di tutta Italia, che per quelli inseriti nell’Ufficio per il Processo, sono anni che chiediamo di uscire dal sistema dei tirocini reiterati e di utilizzare le risorse investite in tal senso per creare occupazione concreta, reale e dignitosa, attraverso un processo di contrattualizzazione dei lavoratori.

Comunque non chiudiamo la partita, dobbiamo continuare a parlare e a confrontarci sia con la regione che con il Ministro della Giustizia di questa nuova legislatura.

Per la Segreteria Fp Cgil Roma e Lazio

Fiorella Puglia

 



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