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Roma Capitale, ancora sfratti. Solidarietà al Centro Antiviolenza di Tor Bella Monacavenerdì 13 luglio 2018

Roma Capitale, ancora sfratti. Solidarietà al Centro Antiviolenza di Tor Bella Monaca

Dopo la Casa internazionale delle donne, Roma Capitale decide di sfrattare il Centro Antiviolenza di Tor Bella Monaca. Una realtà che è stata un punto di riferimento importante per tantissime donne in difficoltà, dotata di una biblioteca con oltre 10mila volumi e una sartoria solidale.
 
La rete pubblica dei servizi sociali di Roma, come quella dell'intero territorio laziale, è debole e poco sostenuta. Le associazioni di volontariato hanno nei decenni colmato gli spazi sempre più ristretti dell'offerta di servizi sociali pubblici, carente di risorse e pianificazione complessiva.
 
Come Fp Cgil Roma e Lazio crediamo che sia necessario rafforzare e potenziare la rete dei centri antiviolenza con un piano nazionale e regionale, aumentando gli sportelli di ascolto e di aiuto che rappresentino un riferimento diffuso sul territorio. Serve costruire una rete integrata, incardinata e coordinata dalle istituzioni pubbliche, che tenga dentro anche il mondo delle associazioni e le esperienze di cittadinanza attiva. Sono cittadine e cittadini che esercitano in concreto la solidarietà, che offrono servizi qualificati e professionali, oltre ad essere fondamentali centri di aggregazione. Nelle periferie spesso abbandonate, nelle zone a rischio degrado sociale, i centri antiviolenza sono una certezza di tutela, una bussola per le donne che vogliono e tentano di emanciparsi dalla cultura della violenza. E invece, si decide di chiudere e - è il caso di dire - gettare le chiavi.
 
Come è doveroso, così come sta facendo il Comune, regolarizzare il sistema delle concessioni, è altrettanto doveroso  individuare percorsi e soluzioni a tutela di importanti realtà sociali, perché se i palazzi pubblici sono patrimonio dei cittadini, dei cittadini sono anche questi luoghi, ormai identificati anche con gli spazi fisici, che il pubblico deve sostenere.
 
Esprimiamo solidarietà al Centro Maria Anna Erize di via Asperini. Faremo la nostra parte nel sostenere un cambio di rotta sulle scelte che l’amministrazione capitolina sta attuando, con gravi conseguenze per una città già in crisi.


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