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Diffida dei contributi dei dipendenti pubblici: una bufalagiovedì 5 aprile 2018

Diffida dei contributi dei dipendenti pubblici: una bufala

L’INPS voleva applicare la prescrizione dei contributi dei dipendenti pubblici a decorrere dal 1.1.2018 con il rischio di mettere in forse il trattamento pensionistico di decine di migliaia lavoratori a causa dell’inerzia delle loro amministrazioni datrici di lavoro o per mancanza di versamento  dei contributi medesimi.

A seguito dell’azione sindacale ed in particolare della Cgil, perché non è logico né giusto far ricadere sui dipendenti colpe e carenze delle PPAA, l’Inps è ritornata sui suoi passi mettendo in campo una piu’ corretta regolamentazione da applicare in materia di prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle casse della Gestione Dipendenti Pubblici (GDP).

In particolare dal riesame dei profili normativi inerenti la materia si è già convenuto sulle seguenti rettifiche, contenute nella circolare n.169 del 15/11/2017:

  • applicare ai dipendenti pubblici iscritti alle gestioni ex CPDEL CPS, CPUG e CTP, in caso di inadempienza contributiva, l’obbligo in capo al datore di lavoro, di sostenere l’onere del trattamento di quiescenza riferito ai periodi di servizio in cui è intervenuta la prescrizione medesima riconoscendo la contribuzione anche laddove sia essa prescritta
  • rinviare, in ragione della complessità interpretativa ed attuativa della materia l’applicazione della prescrizione ad una data non anteriore al 1 gennaio 2019.

Tanto premesso, essendo un problema di carattere generale, non con singole diffide puo’ essere rimosso il problema ma facendo una azione forte nel costringere tutte le Pa a procedere con tempestività alla regolarizzazione delle posizioni previdenziali dei propri dipendenti.

In quest’ambito la FP Cgil si sta adoperando nelle sedi competenti in difesa dei diritti delle lavoratrici e lavoratori.

Altresì, nelle more di una definizione complessiva del problema e nella convinzione che sia un compito proprio del sindacato  non lasciare che i lavoratori  affrontino da soli questioni così delicate, la CGIL ha messo a disposizione dei dipendenti le proprie sedi del padronato INCA dove sono stati istituiti degli sportelli specifici attraverso i quali ognuno potrà verificare la propria posizione contributiva ed essere accompagnato in tutte le fasi necessarie a sanare eventuali anomalie riscontrate.



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