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Appalto 29 Giugno: Ama tira dritto, il 23 sciopero contro i licenziamenti.giovedì 12 ottobre 2017

Appalto 29 Giugno: Ama tira dritto, il 23 sciopero contro i licenziamenti.

A rischio 270 posti di lavoro e la raccolta differenziata nel I, II e IV municipio.

“Nulla da fare, Ama Spa non dà risposte sulla tutela dell’occupazione dei lavoratori della “29 giugno”, sulla raccolta differenziata per le utenze non domestiche e la pulizia dei mercati rionali del I, del II e di parte del IV municipio. Il 23 ottobre sarà sciopero di tutte le sigle sindacali, una mobilitazione che purtroppo avrà effetti sul decoro della città, ma che è dovuta agli errori della cooperativa nell’effettuare un ribasso insostenibile e a un sistema degli appalti inefficace nella tutela del lavoro e dei servizi, che in Ama sconta per altro un’inefficienza storica”. Con una nota la Fp Cgil Roma e Lazio denuncia la grave situazione venutasi a creare dopo la richiesta di prolungamento del contratto di affidamento di due lotti del servizio di raccolta differenziata da parte di Ama Spa alla Cooperativa 29 Giugno Servizi. Dopo aver lanciato l’allarme per “il mancato avvio della gara per il servizio di raccolta differenziata per le utenze non domestiche”, il sindacato riporta il risultato dell’incontro tenutosi oggi: “un nulla di fatto”.

“Questo appalto, da noi contestato all’epoca, – aggiunge la Fp Cgil Roma e Lazio - venne aggiudicato nel 2015 alla tristemente nota cooperativa 29 Giugno appena commissariata, all’indomani dell’esplosione di Mafia Capitale. La cooperativa e Ama sono adesso in contenzioso, visto che l’appalto ha prodotto oltre 12 milioni di perdite”.

“Gli operatori sono frastornati. Dopo la dolorosa situazione creatasi nella cooperativa, già con l’ultimo cambio appalto hanno subìto una mutazione del contratto nazionale di riferimento, un taglio medio delle buste paga superiore al 20% e la perdita di oltre 25 posti di lavoro. Questa sordità e distanza dai problemi, tanto per le conseguenze sociali quanto per la ricaduta sull’offerta di servizi, è preoccupante – conclude il sindacato – e denota l’incapacità di Ama nel correggere i problemi macroscopici del passato e, ahinoi, del presente”.



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