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Frosinone, servizi sociali: superare il precariato per applicare la legge 11/2016lunedì 15 maggio 2017

Frosinone, servizi sociali: superare il precariato per applicare la legge 11/2016

La provincia di Frosinone è una realtà ampia e complessa, in cui i quasi 500.000 abitanti sono distribuiti su novantuno comuni, con un tessuto sociale ferocemente toccato dalla crisi economica, e con una situazione ambientale complessa, in cui gli effetti dell’inquinamento urbano ed industriale incidono pesantemente sulla qualità della vita dei cittadini e delle loro famiglie, soprattutto quando amplificano situazioni di disagio o di necessità già presenti.

Come Funzione Pubblica CGIL abbiamo sempre ritenuto che la qualità del Sistema del Servizio Sociale passi imprescindibilmente attraverso la continuità dei servizi offerti ai cittadini. Solo garantendo stabilmente la possibilità di accesso si può pensare di dare un servizio che permetta l’integrazione sociale di tutti i cittadini. E la stabilità dell’offerta non può non passare attraverso la stabilità lavorativa del personale impiegato in tutto il sistema dei Servizi alla persona.

L’esperienza mutuata dai sistemi di qualità insegna che il miglioramento continuo degli standard qualitativi, qualunque sia il l’ambito, si ottiene attraverso la formazione ed il coinvolgimento permanente del personale impiegato nei processi di coordinamento ed  erogazione dei Servizi. L’attuale mancanza di programmazione economica e finanziaria su base pluriennale rende difficili, se non impossibili,gli interventi formativi e gli investimenti strutturali da parte degli appaltatori, con danni evidenti per l’intera utenza.

Non solo. La situazione finanziaria degli enti locali ed il mancato intervento sussidiario della Regione vengono portati ad alibi per scelte politiche di ulteriore precarizzazione del servizio. I distretti ed i Comuni non riescono a bandire neanche le gare alla scadenza naturale dell’appalto e procedono, quasi sempre a proroghe temporanee degli affidamenti. Riteniamo opportuno che la Regione si confronti con i territori attivando tavoli congiunti e specifici, con enti, associazioni e sindacato, per uscire in tempi brevi da questa situazione di stallo e di incertezza per gli operatori e per gli utenti, che troppo spesso non hanno voce.

A tutto ciò occorre aggiungere un’altra criticità, rilevata da questa Organizzazione Sindacale, che interessa le figure professionali degli Assistenti Sociali. A fine 2016, assieme con il gruppo di lavoro delle Assistenti Sociali Cgil, abbiamo effettuato un monitoraggio della situazione lavorativa delle assistenti impiegate sociali presso i Comuni di questa provincia. Da questo monitoraggio è emerso che circa l'80% del personale interessato non è dipendente di ruolo dell'ente presso cui lavora. Molto spesso queste figure professionali, che la legge regionale 11/2016 considera il fulcro dell'erogazione dei servizi alla persona, sono addirittura dipendenti delle stesse cooperative che erogano i servizi. In un corto circuito in cui dipendenti di una Cooperativa si trovano a svolgere per conto del Comune le attività di coordinamento e verifica del lavoro effettuato dalla stessa Coop o da Coop concorrenti.

La FP Cgil ha segnalato questa anomalia all'ANAC, e tale segnalazione è tutt'ora in attesa di riscontro.

La piena applicazione della Legge Regionale 11/2016 non può non passare attraverso il superamento del precariato presente nei Servizi Sociali. Riteniamo che gli assistenti sociali svolgano un compito per cui sia imprescindibile un rapporto di lavoro contrattualizzato e stabile con gli Enti Locali, anche in forma associata o consorziata.

Allo stesso tempo riteniamo che nel caso dell'appalto dei servizi alla persona vada garantita la certezza occupazionale del personale coinvolto,  rendendo possibili appalti con una durata congrua, e permettendo così una miglior programmazione e la necessaria stabilità per il personale impiegato.

In un sistema integrato di Servizi alla persona, è da superare, definitivamente ed in tempi brevi, qualsiasi forma di precarietà. Per questo a breve nel comprensorio di Frosinone verrà attivato uno “Sportello sociale”, per potenziare il monitoraggio sul settore e rappresentare al meglio le necessità delle lavoratrici e lavoratori di questo settore.



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