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mercoledì 28 luglio 2010

Ares 118: Criticità all’interno del sistema di emergenza sanitaria - Lettera al Prefetto di Roma

Illustrissimo Sig. Prefetto:

Siamo costretti a scriverLe per rappresentare le gravissime criticità all’interno del sistema di emergenza sanitaria dell’Azienda ARES 118 che, se non affrontate rapidamente con provvedimenti appropriati, rischiano di compromettere la sicurezza dei cittadini che richiedono un intervento di un’ambulanza.

Attualmente le necessità sanitarie dei cittadini in ambito di emergenza-urgenza sono circa 4.000 richieste, di ambulanza con circa 2.000 invii, nella sola zona di Roma e Provincia, per far fronte a patologie quali: infarti, ictus, arresti cardiaci e/o respiratori, incidenti stradali di media ed alta gravità, malori, etc.

Le gravissime difficoltà che le nostre OO.SS. vogliono rappresentare sono:

  • Mancato rispetto degli standards Nazionali ed Internazionali, previsti anche dalla Regione Lazio con Delibera di Giunta, relative al numero delle ambulanze/abitante “1 Ambulanza base con 1 infermiere,1 Autista, 1 Barelliere-Soccorritore ogni 30.000 abitanti e 1 Ambulanza Avanzata con l’aggiunta del Medico e/o Centro Mobile di Rianimazione ogni 150.000 abitanti“ ad oggi mancano sul territorio Laziale almeno 50 Ambulanze, ad un conto sottostimato;
  • Grave carenza di personale, aggravata dal periodo di ferie (mancano 159 Medici, 478 Infermieri, 579 Barellieri/Soccorritori).
  • Inoltre al mese di Giugno sono andati in pensione circa 50 lavoratori, anch’essi MAI sostituiti;
  • Smembramento del Servizio pubblico ARES 118 con soggetti esterni utilizzando procedure al “massimo ribasso” per nulla trasparenti, con criteri apparentemente di mera economia gestionale, senza possibilità di verifica della qualità delle prestazioni, de professionalizzando il sistema di emergenza sanitaria 118, utilizzando lavoratori disoccupati non contrattualizzati di cui non è verificabile l’appropriatezza della formazione né il possesso del titolo abilitante, tutto ciò a scapito del cittadino utente che nell’emergenza ha tutto il diritto di essere soccorso da veri e propri professionisti.
  • Continuo blocco giornaliero delle ambulanze presso i Pronto Soccorsi degli ospedali, dovuto al loro sovraffollamento e all’assenza di barelle. Questo fenomeno ha coinvolto fino a 30 ambulanze contemporaneamente sulle 70 operative nel solo territorio di Roma e Provincia, con drammatiche ripercussioni e difficoltà ad espletare le funzioni proprie istituzionali, nonché a mantenere la garanzia dei corretti tempi di soccorso.

Nel voler dare una risposta immediata di stabilità per l’emergenza-urgenza chiediamo per l’ARES 118 l’immediata attivazione delle procedure di nomina del proprio Management. Il perdurare della disorganizzazione sta portando all’esasperazione i lavoratori (costretti a turni di almeno 300/h mensili) ed i cittadini che a causa della confusione del sistema 118 aggrediscono continuamente, senza giustificazione alcuna, i lavoratori mentre svolgono il proprio servizio.

Le chiediamo di farsi promotore, nell’interesse pubblico che Ella rappresenta nei confronti della cittadinanza, per dare la massima garanzia per la continuità del Servizio pubblico di emergenza ARES 118 che sia di qualità, appropriato e con personale completo in tutto il suo organico, poiché il diritto alla salute è ancora una prerogativa irrinunciabile.

Al perdurare di questa irresponsabile situazione, in mancanza di una formale convocazione da parte delle Istituzioni coinvolte ci vedranno costretti, nostro malgrado, ad attivare tutte le procedure Sindacali a tutela dei cittadini e dei lavoratori che rappresentiamo, con forme di protesta che saranno ritenute idonee.

Roma, 28 luglio 2010

Fp Cgil Roma e Lazio



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