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mercoledì 28 luglio 2010
Che fine faranno gli uffici per l’immigrazione? - Nota di Fiorella PUGLIA, Segretaria Fp Cgil Roma e Lazio
A luglio scadono i contratti dei lavoratori interinali degli uffici per l’immigrazione, a fine anno invece quelli dei lavoratori a tempo determinato. Complessivamente si tratta di circa 1.300 unità assunte presso gli Uffici Immigrazione delle Questure e gli Sportelli Unici delle Prefetture, impiegate per le sanatorie, i decreti flussi, permessi di soggiorno e ricongiungimenti familiari. A Roma, sono circa 130 lavoratori divisi tra la Prefettura di Via Ostiense e la Questura di Via Patini.
Questi lavoratori sono al momento una struttura importante del settore e permettono di offrire, pur nelle gravi carenze organizzative esistenti, un servizio di rilievo all’utenza. Senza di loro quali saranno le conseguenze? Come pensa l’Amministrazione del Ministero dell’Interno di soddisfare le richieste degli immigrati e delle loro famiglie?
Si tratta di lavoratori assunti proprio per snellire le innumerevoli pratiche relative alle diverse disposizioni di legge che si sono succedute nel tempo a partire dal 2003 con la Legge Bossi-Fini, fino ad arrivare alla sanatoria per colf e badanti.
I primi 650 lavoratori (distribuiti su tutto il territorio nazionale) sono stati impiegati fino al 2007 con contratti in somministrazione, dal 2007 con il governo Prodi era stato avviato un processo di assunzione, con contratti a tempo determinato della durata di tre anni, propedeutici alla stabilizzazione. Questo processo si è interrotto poi con la Finanziaria 2009 dell’attuale governo, che ha deciso di azzerare le norme relative alla stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato.
Allo stato attuale il sottosegretario all’interno ha affermato che non ci sono risorse per rinnovi di contratto, vanificando da una parte le sacrosante aspettative dei lavoratori che vedono sfumare la possibilità di un’assunzione, dall’altra negando i diritti dei migranti e delle loro famiglie. In sostanza si contraddice il ruolo della pubblica amministrazione che dovrebbe garantire invece i fondamentali diritti di cittadinanza e sicurezza.
Domani mattina i precari del Ministero dell’Interno, quindi, saranno presenti in piazza con i lavoratori della Funzione Pubblica CGIL per manifestare contro l’approvazione della Manovra finanziaria iniqua e sbagliata che ha come unico obiettivo il cui obiettivo è “fare cassa”. A pagare il costo più alto saranno i lavoratori dipendenti dei settori Pubblici i precari e i cittadini perché, come al solito i tagli previsti renderanno i servizi pubblici inadeguati ed inefficienti.
Roma, 28 luglio 2010
Fiorella PUGLIA
Segreteria
Fp Cgil Roma e Lazio










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