FP CGIL Roma e Lazio - via di S. Basilio, 51 - 00187 - Roma   Telefono +39.06.468431   FAX +39.06.4684360   Email fp@lazio.cgil.it    Email supporto tecnico sito

twitter

Accedi alla webmail



Area Multimediale

Newsletter




leggi l'informativa ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 196/03

Tessera Cgil 2010

News

luned́ 26 luglio 2010

Organi Costituzionali - Agenzie di stampa sullo sciopero

Manovra. Tagli Camera, sciopero 'simbolico' dei dipendenti

'CONTA' SULL'ASTENSIONE E INGRESSO AL LAVORO POSTICIPATO DI 1 ORA

(DIRE) Roma, 26 lug. - Sciopera 'sulla carta' il personale dipendente della Camera dei deputati. Nell'estate calda della manovra economica, non fibrillano solo le tute blu di Pomigliano e Mirafiori. Anche a Montecitorio i dipendenti scendono sul piede di guerra. E se non danno vita al primo sciopero del Parlamento, arrivano al punto di mettere nero su bianco il loro dissenso, con un censimento sull'astensione dal lavoro che suona come un avvertimento per i piani alti alla vigilia della riunione decisiva sui tagli.
Per questa mattina, la maggioranza delle sigle sindacali aveva programmato uno sciopero, per cosi' dire, simbolico. "Comincia un'ora dopo il turno di lavoro", recita infatti l'invito affisso il 21 luglio nella bacheca dei dipendenti da Cgil, Cisl, Uil, Autonomo, Ora, Unione sindacale. Le sei sigle chiedevano e chiedono "subito una sede alta di confronto con il sindacato per discutere del futuro dell'amministrazione" e il pieno rispetto dell'articolo 75 del regolamento, sulla rappresentanza dei lavoratori. Il giorno dopo l'indizione dello sciopero, il 22 luglio, il capo degli affari del personale, il vicepresidente Antonio Leone, illustrava ai sindacati i contraccolpi della manovra sui dipendenti della Camera: riduzione per il triennio 2011-2013 del 5 e 10 per cento delle retribuzioni eccedenti rispettivamente 90 e 150mila euro. Blocco dell'adeguamento automatico delle retribuzioni, proroga del blocco delle pensioni di anzianita' al 31 ottobre 2010. Innalzamento, a regime, dei requisiti previdenziali: 60 anni di eta' o 40 anni di contributi, oppure pensionamento anticipato a 57 anni, ma con penalizzazioni "significative".
Come'era prevedibile, la protesta dei dipendenti non rientrava dopo la riunione con Leone. Il sindacato (con le eccezioni delle sigle I.L. Sindacato e Spi) rimanevano sul piede di guerra dandosi appuntamento per questa mattina. Domani si terra' la riunione dell'ufficio di presidenza di Montecitorio che dovra' dare il via ai tagli. (SEGUE)


 
MANOVRA. TAGLI CAMERA, SCIOPERO 'SIMBOLICO' DEI DIPENDENTI -2-

(DIRE) Roma, 26 lug. - Stamattina, seppure in forma simbolica, lo sciopero c'e' effettivamente stato. Qualcuno ha scelto di dare retta a chi proponeva di entrare un'ora dopo. "Io l'ho fatto- ha detto un dipendente della Camera al cronista- e' il nostro primo sciopero". Altri invece, hanno firmato e stanno consegnando ai propri rappresentanti sindacali un modulo, intitolato 'Astensione dal lavoro lunedi' 26 luglio 2010' che di fatto inaugura lo sciopero 'cartaceo'. Si tratta di un'autodichiarazione che impegna il dipendente ad aderire allo sciopero senza farlo, per non limitare nella benche' minima forma il servizio della Camera.
Ecco il testo: "Il sottoscritto dipendente della Camera dei deputati con la qualifica... intende aderire all'astensione dal lavoro proclamata dalle organizzazioni sindacali per il giorno 26 luglio 2010, pur garantendo la copertura dei servizi essenziali e quindi timbrando la presenza regolamentare secondo l'orario previsto". Un posto scriptum aggiunge: "Il presente modulo va riconsegnato direttamente ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali".
Un dipendente che ha aderito a questa forma di protesta, largamente maggioritaria a quanto si apprende, ne chiarisce il senso. "Noi siamo disponibili a fare tutti i sacrifici che ci vengono richiesti, in linea con il resto del paese- spiega il lavoratore chiedendo com'e' ovvio l'anonimato- perche' non sono i soldi che ci preoccupano. E' diventato insopportabile che le decisioni vengano prese senza consultare i nostri rappresentanti". A Montecitorio ci sono 13 sigle sindacali, "che non vengono mai convocate quando si tratta di decidere sul futuro dell'amministrazione. I tagli non ci spaventano, ma questa e' una violazione dei nostri diritti". Il questionario sara' compilato, raccolto e e consegnato ai rappresentanti sindacali. "Ci stiamo contando- dice il lavoratore interpellato- perche' questa volta siamo determinati. Siamo pronti ad altre iniziative e chiediamo che qui dentro, cioe' alla Camera dei Deputati, vengano rispettati i diritti sindacali".

(Rai/ Dire) 15:06 26-07-10



Condividi
Facebook Twitter del.icio.us digg oknotizie myweb.yahoo.com google bookmarks