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Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori

 Una firma per il Lavoro, una firma per i Diritti e il Futuro di tutti.

Roma, 22 marzo 2016.

Continua la campagna della Cgil per una nuova Carta universale dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Dopo la consultazione degli iscritti, il 9 aprile parte la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare e i tre quesiti referendari.

Abbiamo deciso di firmare e sosteniamo la “Carta dei diritti universali del lavoro” perché è una proposta innovativa, costituisce un disegno organico per ricostruire in Italia il diritto del lavoro.

Abbiamo alle spalle lunghi anni di una crisi economica non finita che, anzi, oggi rischia di far precipitare nuovamente il nostro e altri Paesi in recessione. L’Unione Europea e gli Stati che ne fanno parte, Italia compresa, hanno affrontato ed affrontano questa crisi con l’unica ricetta del rigore e dell’austerità, scegliendo di comprimere e ridurre i diritti delle persone, di trattare il lavoro come fattore marginale e povero, un costo e un problema anziché una risorsa fondamentale, di ridurre lo stato sociale, restringendone confini e qualità.

La realtà dice che questa filosofia e le politiche da essa derivate hanno fallito: è tempo di cambiare, è tempo di una politica economica e sociale totalmente diversa, fondata sul lavoro, sulla sua qualità, sul suo valore e, quindi, sull’apporto fondamentale di chi lavora.

La “Carta dei diritti universali del lavoro” rappresenta per noi il quadro giuridico e valoriale di riferimento perché questo cambio di paradigma sia possibile ed efficace.

La legge deve garantire diritti fondamentali in capo alla persona, indipendentemente dal lavoro che svolge, sia esso dipendente, parasubordinato, atipico, non standard, precario o autonomo: questa è l’idea nuova e vincente, se si vuole davvero lanciare e vincere la sfida della crescita, della modernità e dell’innovazione, garantendo ai giovani un futuro di lavoro e la realizzazione delle proprie aspirazioni, anziché la realtà odierna fatta di precarietà, disoccupazione e assenza di futuro.

Sono due le parole chiave con cui definire questa proposta: dignità e libertà.

La dignità di chi lavora, che deve essere riconosciuto come soggetto attivo della nostra società.

La libertà nel lavoro delle persone e delle organizzazioni che le rappresentano.

La “Carta  dei  diritti  universali  del  lavoro”  guarda alla realtà di oggi, è strumento fondamentale per riunificare il lavoro, dopo anni di politiche divisive e sbagliate, si propone di dare finalmente attuazione agli articoli 39 e 46 della nostra Costituzione, intende riaffermare ruolo e valore della contrattazione collettiva attraverso la validità erga omnes dei Contratti e la definizione delle regole sulla rappresentanza e rappresentatività.

Per queste ragioni facciamo appello a tutti coloro che hanno a cuore il valore e la risorsa del lavoro e che credono che il futuro dell’Italia non possa prescindere da un futuro di diritti universali e intangibili, affinché sostengano con la propria firma ed il proprio impegno la “Carta dei diritti universali del lavoro”.

  Appello: ‘Una firma per il lavoro, una firma per i diritti e il futuro di tutti’

  Se ti servono i links ai quesiti li trovi qui

 



La Cgil lancia un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori.

La Carta per i diritti universali del lavoro (testo integralecommentario) è la riscrittura del diritto del lavoro in nome di un principio di uguaglianza che travalichi le diverse forme e tipologie nelle quali esso si è diversificato e frammentato negli anni. Tutta la Cgil è impegnata in un grande confronto che mette al centro le tutele dei lavoratori, in questi anni attaccate e indebolite da un pervicace processo di destrutturazione. Le tutele di tutti, non solo dei subordinati pubblici e privati; la Cgil parla anche a tutta la galassia dei lavoratori parasubordinati, veri o finti autonomi, a professionisti e atipici, flessibili, precari, discontinui.

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La Cgil presenta dunque la Carta, un testo composto da 97 articoli, proponendo un progetto di una legge di iniziativa popolare, ovvero del nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori, che estenda diritti a chi non ne ha e li riscriva per tutti alla luce dei grandi cambiamenti di questi anni, rovesciando l’idea che sia l’impresa, il soggetto più forte, a determinare le condizioni di chi lavora, il soggetto più debole. E i diritti fondamentali sono variegati, vanno dal compenso equo e proporzionato alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al diritto al riposo, ma anche alle pari opportunità e alla formazione permanente, un aggiornamento costante di saperi e competenze. La ridefinizione dei principi universali, le norme legislative che diano efficacia generale alla contrattazione in base a regole di democrazia e rappresentanza valide per tutti, la riscrittura dei contratti di lavoro sono i tre pilastri della proposta di legge a sostegno della quale sarà avviata una raccolta di firme.

Intanto la Cgil ne discute con la propria base, in uno straordinario processo di confronto e consultazione con gli iscritti ai quali chiede di esprimersi sul progetto attraverso migliaia di assemblee nei luoghi di lavoro e nei territori. Le assemblee proseguiranno fino al 19 marzo, dopo di che le opinioni degli iscritti saranno verbalizzate e certificate (verbale). Saranno chiamati ad esprimersi anche sull’abrogazione di specifiche norme in contrasto ai principi di tutela dei diritti universali, contenute in molte delle leggi sul lavoro approvate negli anni.

“Abbiamo bisogno tutti di avere la forza di reagire a una stagione che ha generato un po’ di rassegnazione”. Ha detto il segretario generale Susanna Camusso presentando il progetto e l’avvio della campagna nella conferenza stampa del 18 gennaio davanti alla stazione Termini a Roma. Inizia “una stagione di mobilitazione straordinaria con l’idea che al termine di questa campagna partirà la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare. Servono forza ed energia e per questo chiamiamo alla grande consultazione degli iscritti Cgil che preparerà la mobilitazione necessaria a lanciare questa proposta nel Paese”.

La Cgil non guarda indietro dunque, a stagioni ormai finite ma, con proposte precise e concrete, getta lo sguardo su un futuro in cui il nuovo modo di essere del lavoro non cancelli diritti e rispetto per i lavoratori.

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